La storia di Chichi…chi?

convitoChichibio, cuoco del notabile cittadino Currado Gianfigliazzi, cucinava una gru per la cena del suo signore. Brunetta, la sua donna, sentendone l’odore, lo pregò caldamente di dargliene una coscia e Chichibio l’accontentò. Quando la cena fu servita, Currado si meravigliò che mancasse una coscia all’arrosto e ne domandò la ragione a Chichibio, il quale prontamente gli rispose:”Signore mio, le gru non hanno che una coscia ed una zampa, se non ci credete, posso farvele vedere vive”. La mattina seguente Currado e Chichibio si diressero a cavallo verso la riva di un fiume dove solevano vedersi delle gru. Chichibio ne avvistò dodici, dritte su un piede come fanno quando dormono e si affrettò a mostrarle al suo signore. Currado, vedendole, disse:”Aspetta, ti mostrerò e di piedi ne hanno due, e avvicinandosi di più a quelle, gridò:”Hoho’!”. A quel grido le gru si svegliarono e, messo giù  l’altro piede, cominciarono a fuggire. Chichibio sbigottito, non sapendo come cavarsi dai guai replicò:”D’accordo, mio signore, magru di ieri sera voi nongridaste “Hoho’!”, che se lo aveste fatto, quella avrebbe tirato fuori l’altracoscia, come hanno fatto queste”. A Currado piacque tanto questa risposta che tutta la sua ira si converti in riso e così Chichibio si riappacificò col suo signore.

La Novella del Boccaccio – La storiella è tratta da G. Boccaccio “DECAMERON” giornata sesta – novella quarta